Le due Torri

Posted by on febbraio 18, 2015 in Storia del quartiere | 0 comments

Le due Torri

No, non è il remake del “Signore degli Anelli” in salsa casareccia, ma una questione che spesso ha appassionato i cittadini del quartiere e non solo: dietro il nome di Torre Spaccata c’è veramente una torre?
Se sì, qual è e dove si trova?
Se proviamo a porre la domanda ai più giovani, la risposta più gettonata sarà: “La torre è quella che si vede – chiaramente – in fondo a via Namusa, quasi all’incrocio con viale Togliatti”.
I più anziani, o quelli che si sono un po’ documentati, risponderanno: “la torre è quella che fino a poco tempo fa era visibile da via di Torre Spaccata e che ora, a causa delle nuove costruzioni di Cinecittà Est e dello spostamento in quel tratto della omonima sede stradale è rimasta nascosta tra le abitazioni”.
Quindi Torre Spaccata si può ‘fregiare’ di due Torri?
Vediamo di conoscere meglio come stanno le cose, partendo proprio da quest’ultima.

«I ruderi nei pressi di via di Torre Spaccata, appartengono ad un edificio conosciuto dalle fonti medioevali come il Palazeptum (palazzetto) era parte di un antico fondo denominato Favarolum (XII-XII sec.). Nel XIV secolo la tenuta con il casale torre passò allo scomparso monastero delle monache di S. Eufemia in Roma da cui prese la denominazione di Palaczetum S. Heufemie (palazzetto di S. Eufemia). La proprietà appartenne poi a diverse famiglie fra cui gli Astalli, all’Ospedale del Sancta Sanctorum (in S. Giovanni Laterano) e prima della dello smembramento successivo alla bonifica obbligatoria delle tenute dell’Agro Romano, ai Torlonia.
Il casale torre già in rovina nel XVII secolo (e unito alla grande tenuta di Romavecchia con il nome di Pedica di Romavecchia) venne chiamato la Torre Spaccata poi Tor Spaccata o Torrespaccata, toponimo che si è successivamente esteso al fosso e al vicolo di Torre Spaccata (oggi scomparsi), alla borgata di Torrespaccata (oggi Torre Maura), al Quadrato di Torrespaccata (area già agricola prossima all’urbanizzazione a sud di Cinecittà Est fra questa e il capolinea della Metro A) e alla via di bonifica realizzata negli anni 1914-1915.

L’omonima tenuta raggiunse il massimo della sua espansione territoriale alla fine del XIX secolo, estendendosi dalla via Tuscolana fin oltre la via Casilina, abbracciando quindi gli attuali quartieri di Torre Maura, Piscina di Torre Spaccata e Cinecittà Est ed escludendo proprio l’odierno quartiere di Torre Spaccata costruito (a partire dagli anni 1958 – 1960) in luogo di parte della storica tenuta di Centocelle.

La struttura medioevale che ai tempi odierni non supera i 6 metri di altezza è costruita direttamente sulla struttura di un sepolcro romano a tempietto su pronao di epoca antonina  (II sec. d.C.). Il sepolcro che all’esterno si compone di  un ottimo paramento laterizio con semicolonne e paraste, presenta un piano inferiore originariamente coperto con volta a crociera e provvisto con arcosoli per l’alloggio di sarcofagi e un ingresso originario ancora presente sul lato nord. Il piano superiore con nicchie per sepolture a incinerazioni è quasi interamente occultato dalle strutture della torre da cui si accedeva già nella fase altomedioevale attraverso una porta posta sul lato ovest in corrispondenza del podio e ancora esistente nel 1988, quando in occasione di un “restauro” certamente non conservativo, venne distrutta e obliterata da una nuova muratura. Nel 1990 un successivo intervento di sbancamento attuato con mezzi meccanici portò all’abbassamento del piano di calpestio (entro e intorno al rudere) fino alla quota odierna con la distruzione di tutte le fasi stratigrafiche del monumento e la perdita di importanti dati sulla vita e abbandono del sito. La torre, a cui in origine si affiancava il casale vero e proprio, presenta diverse fasi costruttive leggibili attraverso l’impiego di diverse tecniche murarie. La fase più antica risalente all’epoca altomedioevale (IX-X secolo) è costituita da un paramento murario composto di blocchi parallelepipedi di tufo alternati a file di laterizi. Rifacimenti  e restauri furono eseguiti ancora nei secoli successivi (dal XII al XIV sec.) con risarciture in blocchetti di tufo e il contenimento (alla base) con materiali di recupero antichi e scaglie di selce derivate dalla frantumazione di antichi basoli stradali [1]».

Torre Spaccata, l'originale

Torre Spaccata, l’originale (foto Stefano Vannozzi)

Altra storia è invece quella dell’altra torre, la Torre di S. Giovanni o Torre di Centocelle (per gli abitanti la “Torraccia”).
Situata al km 8,300 della via Casilina, era conosciuta nel Medioevo con il nome di Torre di S. Giovanni, perché apparteneva ai beni del Capitolo della Basilica di S. Giovanni in Laterano, che la affittò alle famiglie dei De Rubeis, degli Astalli e dei De Lenis. Nel XVI sec. passò alla famiglia Capranica ed acquistò il nome di Centocelle.
A pianta quadrata è costruita con scaglie di selce, frammenti di marmo e tufo; nella muratura si aprono finestre rettangolari con cornici marmoree e numerosi ordini di fori per le travature lignee.
La torre era circondata da un muro di difesa, oggi pressoché scomparso, ma visibile ancora nelle carte del Catasto di papa Alessandro VII (XVII sec.).
La torre faceva parte di un casale della prima fase dell’incasalamento della Campagna romana ed è databile alla fine del XII secolo grazie alla tecnica edilizia in scaglie e bozze lapidee irregolari di lava, tufo e calcare, disposte con corsi sub-orizzontali abbastanza regolari. Si conserva ancora per un’altezza consistente (circa 25 metri) e in uno stato relativamente buono, nonostante manchi di qualsiasi intervento di restauro e il boschetto di pini marittimi che la circonda sia infestato da sterpaglie.
La posizione della torre permetteva di controllare buona parte della campagna compresa tra la via Prenestina e la via Tuscolana e quindi di vigilare sulla più importante viabilità ad Est di Roma.

Purtroppo, come abbiamo visto anche a riguardo del nome del quartiere, le scelte urbanistiche moderne e una quanto meno scarsa attenzione alle denominazioni storiche dei territori, hanno portato alla situazione che la Torre Spaccata – quella DOC – si trovi ora circondata dagli anonimi palazzi di via Giovanni Battista Peltechian 36, a Cinecittà Est e che molti abitanti del nostro quartiere identifichino la Torre Spaccata con la Torre di Centocelle!

Torre di Centocelle o di San Giovanni

Torre di Centocelle o di San Giovanni


 

[1] Testo tratto da “Torrespaccata o Tor Spaccata (A Cinecittà Est)”, dal blog www.stefanovannozzi.wordpress.com; p.g. concessione del sig. Stefano Vannozzi.

Leave a Comment

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>